Tutto sul pedigree: dissipiamo ogni dubbio

Chiunque ami i cani e si diletta a leggere articoli su di loro in giro per il web si sarà sicuramente trovato, almeno una volta, coinvolto in una discussione sul pedigree. Questo documento che per alcuni è un vanto e per altri inutile. Cerchiamo di chiarire bene l’argomento e di dissipare ogni dubbio sul pedigree. Cos’è, a cosa serve, quanto costa, perché è importante e soprattutto: l’American Bulldog può averlo?

Cos’è il pedigree: un documento importantissimo e non “il pezzo di carta” inutile

La prima cosa da dire, oltre ogni ragionevole dubbio è: il pedigree non è “un pezzo di carta inutile” né “un foglio che attesta la bellezza del cane, che serve solo se vuoi fare le Expo. La questione è più seria e complicata. Il pedigree è il documento d’identità del cane. Sul pedigree vengono riportati dati importantissimi ai fini della regolarità e della salute del cane. Nella parte che riguarda i dati anagrafici troviamo:

  • il nome del soggetto;
  • la data di nascita e il luogo;
  • la razza e il gruppo a cui appartiene;
  • il colore ed eventuali segni particolari.

Questa è la sezione più conosciuta del pedigree e, tendenzialmente, quella su cui tutti si soffermano. I dati anagrafici sono importantissimi per molti motivi:

  • l’identificazione del cane;
  • la verifica della coerenza con il cucciolo che si è acquistato perché se un allevatore vi vende un cucciolo bianco e sul pedigree trovate la dicitura “colore nero”, probabilmente siete incappati in una truffa e potete giustamente procedere legalmente;
  • l’identità di razza.

Su quest’ultimo punto è bene chiarire un concetto: tutti i cani senza pedigree sono considerati meticci. Capita molto spesso, soprattutto frequentando i gruppi cinofili Facebook, di leggere post con tanto di foto di cuccioli che chiedono: “Secondo voi di che razza è?”. La risposta a questa domanda è sempre: “un meticcio”. Perché per sapere di che razza è un cucciolo c’è un solo modo: leggere i dati sul pedigree. Quindi anche se il cucciolo:

  • è identico a quelli di una specifica razza;
  • ha un genitore con il pedigree;
  • ha un genitore pluricampione

se non è provvisto di questo documento è un meticcio.

La seconda parte del pedigree riguarda la genealogia. In pratica si tratta di un elenco formato da tutti i nominativi, corredati da data e luogo di nascita, dei suoi antenati diretti fino alla settima generazione. Accanto al nome di ogni “parente” si possono trovare eventuali titoli vinti o note per quanto riguarda le caratteristiche di standard.

La terza parte del pedigree è la più importante: riguarda la salute del cucciolo, perché riporta eventuali difetti genetici presentati dai suoi genitori o dagli avi. Perché questa sezione del pedigree è fondamentale? Facciamo un esempio pratico e semplice, di immediata comprensione.

Ammettiamo che il cucciolo in oggetto, senza pedigree, a 6 mesi cominci ad avere problemi di tosse. Lo si porta dal veterinario. Il medico esaminerà il cagnolino e metterà sul tavolo tutte le ipotesi diagnostiche correlate alla tosse, prescriverà esami per scoprire l’esatta causa del problema e, una volta scoperta la patologia prescriverà l’iter terapeutico adatto. Naturalmente, per arrivare alla soluzione finale ci vorrà tempo e denaro.

Se invece il veterinario legge sul pedigree di questo cagnolino che uno dei suoi ascendenti ha avuto un problema cardiaco, molto spesso ereditario, la prima cosa che farà sarà escludere o accertare quella determinata patologia. Tutto questo in pochissime ore e necessitando di poche analisi, quindi proponendo al proprietario del cane una fattura decisamente più abbordabile. Questo vale per tutte le malattie ereditarie che, lo ricordiamo, nel cane rappresentano oltre il 75% delle patologie riscontrate entro i primi tre anni di età.

Il pedigree e le mostre canine

Abbiamo quindi appurato che il pedigree non è semplicemente “un pezzo di carta inutile, che serve solo per le Expo” ma un documento ufficiale con diverse funzionalità. Resta però un dubbio: e allora come mai alle Expo possono partecipare solo i cani pedigree-muniti? Semplice: perché le esposizioni canine sono gare di bellezza e in cinofilese “bellezza” significa “più corrispondente possibile allo standard di razza”.

Per questo motivo vengono accettati solo cani con il pedigree: perché è sottinteso che siano soggetti in standard e sani, quindi anche belli. Ricordiamo una cosa: un cane con il pedigree non è per forza più bello di uno senza. Anzi, molto spesso i meticci hanno degli sguardi incantevoli e dei musetti irresistibili, spesso incredibilmente più teneri e accattivanti rispetto ai cani di razza. I giudici delle mostre canine però non giudicano la bellezza in senso lato ma semplicemente la morfologia. L’inghippo nasce perché li chiamiamo “concorsi di bellezza”, invece andrebbero definite “gare di standard”.

Perché tanti allevatori vendono cuccioli senza pedigree o fanno forti sconti sui cani senza pedigree?

Senza inutili giri di parole: perché sono scorretti. Il pedigree non ha un costo, in quanto viene rilasciato in automatico alla nascita di una cucciolata generata da due soggetti che lo posseggono. L’ammontare di tutta la pratica d’iscrizione di un cucciolo costa 20-30 euro a seconda delle regioni quindi è facilmente comprensibile che l’allevatore che vende cuccioli con pedigree a 1000 euro e senza a 400, sta semplicemente facendo qualcosa che non dovrebbe fare. Il consiglio è: se un allevatore vi propone un simile affare andate a cercare il cucciolo della vostra vita altrove, da qualcuno più serio e competente.

Il Bulldog Americano può avere il pedigree?

L’American Bulldog non è ancora una razza ufficialmente riconosciuta dalla FCI (Federazione Cinofila Italiana) quindi non può avere un pedigree italiano. Tuttavia, l’ENCI gli ha assegnato un preciso standard e in America la razza è ufficiale da anni. Per questo motivo, generalmente i cuccioli di AB vengono ceduti con un pedigree definito a.b.r.a., che pur non essendo valido per la FCI ha le stesse funzionalità e la stessa utilità di quello europeo. Per riassumere in breve, il pedigree non serve solo per fare le mostre ma anche per:

  • essere sicuri di aver acquistato un cucciolo da un allevatore serio e competente;
  • avere un documento che attesti l’anagrafica del cane, quindi legalmente riconosciuto come certificato di proprietà;
  • entrare in possesso di importanti informazioni per quanto riguarda lo stato generale di salute del cucciolo e della sua percentuale di rischio per tutte le malattie genetiche ed ereditarie;
  • avere la garanzia che il proprio cucciolo è stato selezionato in maniera corretta e impeccabile, quindi nato e cresciuto in ambiente sano, sereno, affettuoso. Questo è indispensabile per i Bulldog Americani che, per il loro carattere esuberante, devono necessariamente ricevere un ottimo imprinting nelle prime settimane di vita per poter diventare buoni compagni e membri di una famiglia.